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IL RUSSO-AZZURRO, ENRICO SALVAGGIO E PASQUALE MARINO

Il Russo-azzurro: Marino e quel secondo matrimonio saltato

Articolo del: 1 aprile 2016, a cura di: avatar

Stadio ‘Giuseppe Sinigallia’ di Como, sabato 26 marzo 2016.

Seduto sulla sua panchina è pensieroso don Pasquale da Marsala: manco si alza per spronare i ragazzi alla ricerca dei tre punti. È impotente davanti all’ennesima occasione di rilancio fallita: sa bene che, in ottica playoff, un pari non serve a nulla. La stagione, però, era partita con altre aspettative e non aveva il sapore d’una scommessa il suo ritorno su quella benedetta seggiola a dieci anni dal primo approdo. Dopo una retrocessione dalla massima serie e una risicata salvezza tra i cadetti, mister Marino era riapparso in rossazzurro con l’obiettivo di rilanciare una società alla sbando. In sede di mercato, la dirigenza con in testa il tuttofare Pablo Cosentino, bene si era comportata e aveva accontentato le richieste dell’allenatore. Da Vicenza, era approdato il suo fido Nicolò Brighenti, leader difensivo,e poi alle falde dell’Etna era giunto (via Palermo) il bravo regista Davide Di Gennaro. Altri due puntelli tosti erano stati l’esterno Antonino Ragusa (via Genoa) e il rientrante Federico Moretti, quest’ultimo convinto proprio da don Pasquale in persona. Mica era stato facile, chè dopo i pesci in faccia ricevuti dal duo ‘Pulvirenti&Cosentino il giovanotto genovese a Catania non ci voleva metter mai più piede. Della vecchia accozzaglia trovavano spazio solo Terracciano, Del Prete, Schiavi e Maniero: il ‘repulisti’ aveva coinvolto anche big del calibro di Rosina e Calaiò. La formazione era stata completata da un esubero rosanero, il terzino sinistro Fabio Daprelà e dal centrocampista uruguaiano Gaston Brugman. Tra quelli spesso inseriti nella distinta di gara compariva la guizzante ala Leonardo Gatto, giocatore ideale per il 4-3-3. Nondimeno, il campionato era partito male e proseguito peggio; vero è che qualche fiammata positiva c’era stata, ma una cronica incostanza aveva impedito al liotru di coltivare il sogno della promozione diretta. Poi, nella settimana santa catanese dei festeggiamenti della patrona, s’erano consumate le residue speranze di aggancio alla zona playoff e la caccia all’ottavo posto era evaporata come una minuscola pozzanghera sotto il sole.

«Chi me l’ha fatto fare?» sta pensando Don Pasquale inquadrato dalle telecamere di Sky. Dopo aver ceduto al fascino del ritorno, parecchio offuscata è la sua immagine d’icona del pallone etneo.

Epperò in quel di Como, oggidì 26 marzo 2016, i padroni di casa stanno ospitando i calciatori dell’Entella. Dopo i noti fattacci, i liguri son stati ripescati in B al posto nostro: invece noi annaspiamo in terza serie. Festeggiamo intanto la Santa Pasqua e pensiamo a Foggia-Catania, in programma la sera di lunedi 4 aprile allo ‘Zaccheria’. Va ora detto che questo piccolo omaggio a mister Marino proviene dalla visione onirica di Enrico Salvaggio, il mio amico dal viso acqua e sapone, redattore di SiciliaToday.net. Da giocatore, Pasquale aveva un tocco vellutato, indossava il numero dieci e fu capitano del Catania. Poi divenne tecnico di successo dei satanelli rossoneri e nocchiero silenzioso della truppa rossazzurra promossa in A e salva l’anno dopo. La mattina del 23 giugno 2015, infine, don Pasquale da Marsala era pronto a sedersi daccapo sulla sua panchina, fin quando non saltarono fuori le pietose intercettazioni dei ‘treni del gol’.

Medico ortopedico con la stoffa dello scrittore, Alessandro Russo è coautore di “TUTTO IL CATANIA MINUTO PER MINUTO”, la storia, la geografia, la letteratura e financo la religione rossazzurra” Geo Ed. 2011, in vendita alla libreria BONACCORSO, via Etnea 20, Catania e da CAVALLOTTO, corso Sicilia 91 e viale Jonio 32, Catania. Ideatore dell’agenzia SCRITTURIAMO e collaboratore del blog LETTERATITUDINE, di lui si dice che è un rompiballe catastrofico. Maniaco dello stile e dell’editing, ogni giorno visita, scrive, opera, ingessa, corregge.

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