Giuseppe Maurizio Piscopo

Antonio Monda è nato a Velletri nel 1962. E’ uno scrittore  affermato che insegna presso la Tisch School of the Arts dell’Università di New York. Collabora a varie testate giornalistiche  tra le quali: Repubblica, Vogue e Rai News dove tiene una rubrica di successo dal titolo: ” Central Park West. Ha scritto molti romanzi : “Assoluzione”,    “L’America   non esiste”, “La casa sulla roccia”, “Ota Renga”, “L’indegno”. Ha affrontato con particolare attenzione  e competenza il tema nel Cinema nei suoi libri: “Viaggio nel cinema americano”, “La magnifica illusione”, ” Nella città nuda”. Nel febbraio 2015 è stato Direttore del Festival del Cinema di Roma che ha avuto enorme successo di pubblico e di critica. Il New York Times gli ha dedicato due lunghi ritratti a firma di Rachel Donadio. Antonio Monda è stato definito un Istituto di Cultura raccolto in una sola persona e custode della gloria di New York.

    Come vive uno scrittore italiano a New York oggi?

Posso rispondere solo per quanto riguarda il sottoscritto: vivo amando questa città come il giorno in cui sono arrivato.

È il luogo più eccitante del mondo.

La storia della sua vita  sembra una storia fantastica tratta da un film, prima un viaggio premio in America e poi il successo internazionale…

C’è molto lavoro nel mezzo, non lo dimentichi…

E il successo si conquista ogni giorno, non cè niente di più labile.

  Hanno scritto che lei ha uno stile narrativo chiaro e semplice. Da dove nascono le sue storie?

Dall’amore per lo stile di Hemingway e Cormac McCarthy.

Tra i suoi amori, oltre alla Letteratura e alla Musica  c’è il Cinema. Lei ha collaborato con i fratelli Taviani nel celebre film : “La Notte di San Lorenzo, poi ha realizzato un suo film dal titolo: “Dicembre” presentato con successo al festival di Venezia.

Per lei cos’è il Cinema?

Il primo amore ed una fonte continua di emozioni. Il Cinema mi ha anche salvato nel momento estremamente doloroso in cui persi mio padre.

Tra le sue esperienze più prestigiose ricordiamo la Direzione del Festival di Roma nel febbraio del 2015. Com’è andata?

Sono stato chiamato con mia grande sorpresa. È un’avventura difficile ma entusiasmante. Ho puntato sulla qualità, e il responso è stato molto positivo.

 Lei ha dedicato un suo libro al grande compositore Ennio Morricone. Quali aspetti ha privilegiato oltre a quelli squisitamente musicali?

Ho cercato di capire l’anima del personaggio per poterne apprezzare meglio la musica.

 Il New York Times gli ha dedicato due lunghi ritratti che l’hanno fatto conoscere ad un pubblico internazionale. Come ha raccontato l’Italia agli americani?

Cerco di non raccontarla, ma semplicemente esserne testimone con quello che faccio.

 Il giornale al quale collaboro da un mese si chiama  Sicilia On Press  è  diretto da Franco Pullara e  opera nella terra del  celebre film: “Il Cammino della Speranza” di Pietro Germi  nella terra di Luigi Pirandello. E’ mai   stato in Sicilia? Cosa pensa della Sicilia e degli Scrittori siciliani?

La Sicilia è un continente, una delle terre più belle del mondo.

Venero in maniera particolare Pirandello e Tomasi di Lampedusa.

Ma anche il modo in cui l’ha raccontata il ligure  Germi.

Un’ultima domanda, può commentare questa frase di Luigi Pirandello: – “La vita o si scrive o si vive”?La si può vivere anche scrivendola…