IL RUSSO-AZZURRO: CATANIA MELFI www.mondocatania.com

“Due eroi in panchina” di Roberto Quartarone Ed. inContropiede
aprile 20, 2016
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IMG_1145Il Russo-Azzurro: Catania-Melfi, il derby delle fortezze

Articolo del: 21 aprile 2016, a cura di  Alessandro Russo

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Buongiorno, shalom: ho una buona notizia.

Sta per approdare sugli scaffali delle librerie italiche I DUE EROI IN PANCHINA di Roberto Quartarone (Ed IN CONTROPIEDE, pp114, €13,50) prefazione di Darwin Pastorin, postfazione di FIlippo Fabio Solarino.

Prime luci dell’alba del 6 febbraio 1945, a Budapest un plotone d’esecuzione nazista fucila due cittadini ungheresi. Sono due istruttori di football e si chiamano Géza Kertész e István Tóth-Potya; da quasi un anno sono entrati nella resistenza magiara, sabotando i tedeschi per salvare resistenti ed ebrei. Il loro cammino comincia sui campi sterrati d’Ungheria d’inizio Novecento, prosegue in stadi pieni di gente in Italia e finisce una mattina d’inverno, poco prima che Budapest venga liberata. Géza ha guidato Catania, Atalanta, Lazio e Roma, mentre István è stato il mister di Triestina e Internazionale. Rimasti in panchina per settant’anni, i due allenatori-eroi tornano a far parlare di sè: è ora di riscoprire una storia mai raccontata prima.

Catania, stadio Massimino, ore tre pomeridiane di domenica ventiquattro aprile duemilasedici. Dopo il sacro rituale dello scambio dei gagliardetti, la truppa rossazzurra incrocia lo sguardo adirato dei giocatori di pallone in casacca gialloverde e pantaloncini gialli. Gli ospiti vengono da Melfi, una cittadina che trovasi al punto di passaggio tra Basilicata e Campania: in piazza Spedini sta per aver inizio il derby tra due dei manieri più importanti dello Stivale. Del nostro castello Ursino so già che nell’ottocento fu prigione di stato e sede di esecuzioni capitali. L’enciclopedia di Catania (diretta da V. Consoli, ed. Tringale 1987) aggiunge che «è costruzione di forma quadrata di sessantatre metri di lato con muri larghi tre metri e torrioni agli angoli oltre a due torri minori a base semicircolare in mezzo ai lati di tramontana e ponente. Circondato da fossato, era munito di ponte levatoio. È una tipica fortificazione medievale, espressione concreta e minacciosa dell’autorità imperiale, fatta erigere da Federico II di Svevia, punto d’appoggio per la difesa dal mare e per tenere a freno la città. Il luogo scelto da Federico II e dall’architetto Riccardo da Lentini, che iniziò la costruzione nel 1239 era quello dell’antica Rocca Saturnia, ove sarebbero stati rinchiusi nel 258 dopo Cristo i martiri Alfio, Filadelfo e Cirino».

«L’origine del castello di Melfi –risponde Wikipedia- risale alla fine XI secolo ad opera dei normanni; sorto in posizione strategica funge da punto di passaggio tra Campania e Puglia. Il suo collocamento era indispensabile per difendersi dagli attacchi esterni e come rifugio per gli alleati. La struttura fu luogo di avvenimenti storici durante l’era normanna. Con la venuta degli svevi, Federico II diede grande importanza al castello di Melfi e ne apportò alcuni restauri. Nel 1231, il maniero fu il luogo di promulgazione delle Costituzioni di Melfi, codice legislativo del Regno di Sicilia, alla cui stesura parteciparono Federico II assieme a persone come il suo notaio Pier della Vigna ed il filosofo e matematico Michele Scoto. La struttura fu anche deposito delle tasse riscosse in Basilicata e prigione, ove tra i vari detenuti ci fu anche il saraceno Othmàn ibn Affàn di Lucera, uscito in seguito dietro il pagamento di 50 once d’oro».

Medico ortopedico con la stoffa dello scrittore, Alessandro Russo è coautore di “TUTTO IL CATANIA MINUTO PER MINUTO”, la storia, la geografia, la letteratura e financo la religione rossazzurra” Geo Ed. 2011, in vendita alla libreria BONACCORSO, via Etnea 20, Catania e da CAVALLOTTO, corso Sicilia 91 e viale Jonio 32, Catania. Ideatore dell’agenzia SCRITTURIAMO e collaboratore del blog LETTERATITUDINE, di lui si dice che è un rompiballe catastrofico. Maniaco dello stile e dell’editing, ogni giorno visita, scrive, opera, ingessa, corregge.

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