IL RUSSO-AZZURRO, GIOVANNONE BERTINI E IL CORSO DI SCRITTURA AL CASTELLO LEUCATIA (MONDOCATANIA.COM)

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IL RUSSO-AZZURRO, GIOVANNONE BERTINI E IL CORSO DI SCRITTURA AL CASTELLO LEUCATIA (MONDOCATANIA.COM)

IMG_1095IMG_1096IMG_1099Articolo del: 14 aprile 2016, a cura di:

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Buongiorno.

Si è appena concluso il primo corso di scrittura creativa al Castello Leucatia di Catania, una delle cose più belle che potessero capitare nella mia vita. Ci siamo occupati di punti di vista e focalizzazione, di dialoghi e metafore, di caccia ai luoghi comuni e ricerca dell’incipit giusto. Ma, al di sopra d’ogni altra cosa, siamo stati bene insieme. Sarah, Federica, Iolanda, Gabriella, Giusi, Agata e Roberto: ecco i nomi dei miei corsisti a cui trasmetto adesso un abbraccio via web in diretta dalla nuova puntata del Russo-azzurro. Un segno di gratitudine lo tramando invece a Graziella, Maria Luisa, Santa e Patrizia che hanno trasformato in realtà questo mio nuovo sogno.

Lento lento, frattanto, l’elefante rosso e azzurro si prepara alla gita di Benevento. Colà in contrada Santa Colomba, all’interno del rettangolo verde del Ciro Vigorito lo attende al varco un cinghiale tutto dipinto di giallo e di rosso. Succede ora che mentre scrivo e m’immagino la zuffa feroce mi torna, prepotente, in mente l’effigie d’un ex stopper d’entrambe le sponde. Oggi quest’uomo ha l’apparenza mansueta dei suoi sessantacinque anni e fa l’opinionista sportivo in tivù. Epperò, anni fa, per il fisico da gladiatore, lo sguardo truce e i baffi da gringo folti e rigogliosi, in campo incuteva terrore. Parlo diGiovannone Bertini da Roma e, intanto che digito le dieci cifre del suo recapito mobile, me lo rivedo a far scaramucce col centravanti rivale all’interno dell’area di rigore di sperdute e polverose arene del sud Italia.

«Alessà, -mi enuncia lui al telefono– ultimamente i giocatori del Catania sono un po’ rammolliti; se non cambiano atteggiamento finiranno dritti dritti in D. Io ero uno che si sarebbe mangiato pure il pallone e di Catania conservo piacevoli ricordi; impossibile dimenticare i cori dei tifosi al Cibali che la domenica gridavano in coro ‘BER-TI-NI, BER-TI-NI’ quando c’era un calcio di punizione dal limite per noi. Il primo anno, stagione 1976-‘77, con Carmelo Di Bella in panchina nel girone d’andata eravamo quarti in classifica in B. Poi, per motivi che non so spiegarmi siamo scivolati in C; pensa, Alessà, che l’ultima partita la perdemmo per quattro a uno: significa che era tutto scritto. Noi eravamo bravi, però non sempre nel calcio vincono i migliori; purtroppo, col declassamento nella serie inferiore, abbiamo sperperato un sacco di situazioni e punti. Ricordo Nino Leonardi, Nino Cantone e Gigi Chiavaro, ma il più forte tra i catanesi era Guido Angelozzi, un calciatore molto tecnico che a metà campo faceva la differenza. Sono rimasto a Catania quattro stagioni e ho vestito la maglia rossazzurra un’ottantina di volte; dopo aver conquistato la promozione in B, nel 1980, mi sono riavvicinato a casa per motivi familiari. A luglio scappai a Roma e a novembre firmai col Benevento; sono andato là per vincere il campionato ma, credimi Alessà, non le ho più vissute le emozioni provate giù in Sicilia».

Medico ortopedico con la stoffa dello scrittore, Alessandro Russo è coautore di “TUTTO IL CATANIA MINUTO PER MINUTO”, la storia, la geografia, la letteratura e financo la religione rossazzurra” Geo Ed. 2011, in vendita alla libreria BONACCORSO, via Etnea 20, Catania e da CAVALLOTTO, corso Sicilia 91 e viale Jonio 32, Catania. Ideatore dell’agenzia SCRITTURIAMO e collaboratore del blog LETTERATITUDINE, di lui si dice che è un rompiballe catastrofico. Maniaco dello stile e dell’editing, ogni giorno visita, scrive, opera, ingessa, corregge.

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