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IL RUSSO-AZZURRO sul CORRIERE DELLA CAMPANIA (di Valentina Messina)

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Il Russo-Azzurro: il vero calcio Catania non c’è più
di VALENTINA MESSINA

Alessandro Russo, medico ortopedico,abile autore già conosciuto per Angelo Massimino, una vita per (il) Catania e coautore di Tutto il Catania minuto per minuto, esprime il suo disappunto nell’ultima opera Il Russo-Azzurro, (pp140, €13 Algra Ed,) presentata di recente al centro fieristico le Ciminiere di Catania. La copertina è di Enzo Salanitro, la prefazione di Pippo Russo, la postfazione di Enzo Trantino; il volume contiene i tabellini completi di tutte le gare del Catania nelle ultime duestagioni. Il Russo-Azzurro non è solo un libro sul calcio Catania, ma uno spunto di riflessione sulla condizione calcistica nazionale e sulla perdita del buon comportamento e dell’onestà sportiva che oggi ne è un mesto ricordo. Adoperando un linguaggio sicuro ma tagliente, l’autore ripercorre la storia del Catania calcio evidenziando due particolari momenti: il campionato 2014-‘15 definito “Alto tradimento”, data l’infamante retrocessione per illeciti sportivi e quello del 2015-‘16 in cui il clubsi trovò in una condizione destabilizzante. Sotto forma di diario, incrementato da interventi di personaggi non solo sportivi, in punta di pennal’autore di questo stimolante saggioesprimela sua opinione e pone interessanti quesiti verso l’ignoto futuro. Si è persa la vera squadra, coesa sia nelle vittorie sia nelle sconfitte e il tifoso ha smarrito il suo fanatismo pulito, con il qualelasostenevae l’acclamava aldilà dell’esito dei novanta minuti. Amareggiato dal presente, Alessandro Russo rievoca i ricordi del passato, quando esisteva il rispetto verso allenatore e giocatori.Non c’è solo un tifoso che narra la passione per il gioco del pallone, ma un uomo di stile che ama la sua città e crede nel miglioramento.Il passato però non è per lui un rifugio, bensì la radice per migliorare il futuro. «Il calcio –ripete senza annoiare il lettore- appartiene al territorio e io sono profondamente attaccato al mio». «In che modo –gli chiedo- la squadra del Catania può tornare a brillare in serie A? Ci sono i presupposti per un ritorno di gloria?». «La strada è lunga e tortuosa; – mi risponde- ci troviamo ai piedi di un’enorme vetta da scalare, una montagna fatta di milioni di euro di debiti, in più c’è una credibilità da riconquistare. Fin quando poi il Catania rimarrà nelle mani di colui il quale ne ha infangato lo stemma, stiamo parlando di aria fritta». «Il calcio nazionale e internazionale stanno attraversando un momento difficile. Secondo lei come si potrebbero ripristinare i vecchi principi dello sport ?». «La vedo molto dura. Gli scandali e le bufere calcistiche in ogni angolo del pianeta terra ormai non fanno notizia. Per far rispettare le regole bisognerebbe isolare le mele marce senza “se” nè“ma” e senza “aspettiamo…chissà magari intanto si vince questo campionato e la gente dimentica tutto.”». «Nonostante la caduta della squadra, il suo interesse oggi è lo stesso di un tempo o è mutato?». «Il mio trasporto verso i singoli risultati sportivi domenicali dei rossazzurri è ai minimi storici. Rimane un’attenzione morbosa e un amore smisurato perla mia città». «Il calcio dovrebbe essere uno sport d’esempio per i giovani. Secondo lei in che modo oggi i giovani vivono questo rapporto?». «Pochi giorni fa a Mascalucia accadde un evento eccezionale.Durante il campionato regionale Allievi, dopo uno stop perun infortunio, il Catania Nuova non dà il pallone agli avversari e segna. Poi però rimedia restituendo il gol al Città di Mascalucia con un’autorete. Una bella lezione, un gesto concreto che arriva dal mondo del calcio giovanile. Bisogna ripartire da modelli d’insegnamento come questo se si vuole abbellire e colorare di passione questa dannata sfera a spicchietutto ciò che ruota attorno».

Copertina A. Russo

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