Il Russo-Azzurro: Verso Martina Franca

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Il Russo-Azzurro: Verso Martina Franca

Il Russo-Azzurro: Verso Martina Franca

Articolo del: 3 marzo 2016, a cura di:

Benvenuti tra le 50.000 anime di Martina Franca, una gioiosa cittadina il cui simbolo araldico è un cavallo bianco senza freno trottante. Nota per l’architettura barocca e gli scorci mozzafiato della Valle d’Itria, fra Locorotondo, Noci e Alberobello, fu fondata 700 anni fa da Filippo d’Angiò; s’erge ad un’altitudine di 430 metri e s’allunga sulle propaggini meridionali della Murgia, al confine delle province di Taranto, Brindisi e Bari. Qui mi fermo e lascio spazio ad Andrea D’Agostino, giovane scrittore di origine sicule, autore di un libro grandioso che s’intitola CONOSCO L’AMORE MEGLIO DI VOI (Codice Ed, pg 295, €14,90).

«A Martina Franca, ahimè, –chiarisce subito Andrea- non ci sono mai stato. Ci sono però 3 motivi che mi avvicinano a lei. 1) la mia fidanzata è nata a Manduria, ci è stata per tre anni, metà della sua famiglia è di lì. 2) ho fatto l’asilo a Gravina di Puglia, che da Martina Franca dista quasi 90 km, ma sempre Murgia è. Il mio secondo ricordo è il terremoto in Irpinia del 1980 (il primo invece è un termosifone contro cui un minchione autoctono mi aveva spinto e contro cui atterrai con la testa, avrò avuto 3 anni). Il terremoto è probabile che a Martina se lo ricordino meno, a Gravina si era sentito bene invece. 3) nel 2009 un mio caro amico s’è sposato a Barletta. Io andai al matrimonio e ne approfittai per viaggiare in Puglia in solitaria durante una settimana e tornare lì dove avevo abitato e non ero mai tornato. Durante quella settimana, presi un treno delle Ferrovie Sud-Est per andare da Bari a Lecce. Avevo voglia di rivedere i trulli. Il bigliettaio che mi vendette il biglietto commentò: turismo estremo! Infatti, il modo più rapido per andare da Bari a Lecce è il treno delle Ferrovie dello Stato che scorre dalle parti della costa. Il treno delle Ferrovie Sud-Est, invece, viaggia all’interno, fra i trulli, passando da Alberobello e Locorotondo. A Locorotondo, che dista 6 km da Martina, scesi dal treno perché era ora di pranzo. Comprai un panino e una birra e poi presi il treno successivo. Un po’ di aria martinicana, insomma, l’ho respirata.»

Prima di metter la parola fine, è d’obbligo una telefonata al professor Tino Vittorio, docente di Storia contemporanea all’Università di Catania e molto attratto dalle vicende di pallone sotto l’Etna.

«Domenica, -attacco– per la prima volta nella sua vita il liotru si reca a Martina Franca. Che mi dici ?»

«Ciao Ale, -si difende con ordine- per quello che vedo sembra che per la prima volta il Catania giochi a calcio ovunque. I tifosi contestano i giocatori, il tecnico e la proprietà. Non vedono giocare a calcio i calciatori. Insomma siamo da qualche anno sempre a Martina Franca smarriti.»

«Ma tu – incalzo– stai di qua o al di là della linea immaginaria che separa i tifosi conservatori dai supporter rivoluzionari ?»

«Al di sopra», risponde arginando un sorriso.

Medico ortopedico con la stoffa dello scrittore, Alessandro Russo è coautore di “TUTTO IL CATANIA MINUTO PER MINUTO”, la storia, la geografia, la letteratura e financo la religione rossazzurra” Geo Ed. 2011, in vendita alla libreria BONACCORSO, via Etnea 20, Catania e da CAVALLOTTO, corso Sicilia 91 e viale Jonio 32, Catania. Ideatore dell’agenzia SCRITTURIAMO e collaboratore del blog LETTERATITUDINE, di lui si dice che è un rompiballe catastrofico. Maniaco dello stile e dell’editing, ogni giorno visita, scrive, opera, ingessa, corregge.

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